“Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta”. È una delle innumerevoli frasi che la filosofia ha prestato al gergo comune, una delle tante che si trovano persino nei cioccolatini di Perugia che gli innamorati si scambiano. Questa, come quasi tutte quelle che troviamo sparse tra i post sui social, ci sorprende tanto per la sua verità, quanto per la sua banalità. Queste frasi possono emozionare, raramente fanno riflettere, ma una cosa le accomuna: le comprendiamo spesso senza troppi sforzi. Come mai? La filosofia non è forse quella materia oscura, noiosa e spesso incomprensibile? Fortunatamente, no. E con questo articolo vi spieghiamo come un metodo filosofico di approccio alla vita, possa aiutarvi a prevenire alcuni problemi.

Il metodo filosofico richiede tempo, voglia e mezzi

Dalla notte dei tempi la filosofia non ha fatto che tentare di rispondere a domande che tutti prima o poi ci poniamo, almeno una volta. Cos’è una vita buona? Che cos’è il bene? Che senso ha la vita? Perché dovrei fare la cosa giusta? Domande spinose che non hanno ancora una risposta. Non per tutti, almeno. È vero, però, che tutti noi abbiamo un bagaglio di principi che guida le nostre azioni e prova a fornire risposte a quelle antiche domande. Ogni uomo ha una propria visione delle cose. Altro è, invece, che abbia tempo, voglia e mezzi per adottare un vero e proprio metodo filosofico per giungere ad un’ipotesi di risposta.

metodo filosofico 2 - persone in libreria

La storia della filosofia come scienza ci fornisce il vantaggio di avere fervide menti, le migliori della storia, che hanno meditato al nostro posto su queste questioni. A nostro beneficio hanno lasciato concezioni, punti di vista, linee di condotta, che noi possiamo confrontare e fare nostri. Perché la filosofia rimane un fatto squisitamente personale e squisitamente personale è ciò che possiamo trarne. Se la filosofia scuote in noi le domande più intime, indica i principi guida, sta a noi trarne ciò che serve per affrontare i nostri problemi, le questioni del momento, le situazioni future. La filosofia serve squisitamente a questo: affrontare la vita. Ma con un atteggiamento mentale filosofico. Con un metodo filosofico, appunto.

Risolvere i problemi? Meglio prevenirli

Gestire i problemi man mano che si presentano è quello che ci viene più semplice. Ma la vita insegna che il più delle volte serve saper gestire le esperienze criticamente, collocare le cose in un quadro più generale, al posto giusto. Prevenire, risolvere, gestire: il metodo filosofico aiuta prevalentemente a fare questo. Per farlo, però, bisogna pensare, ripensare, confrontare. Anche in solitudine. Le scienze filosofiche chiedono di essere applicate alla quotidianità, perché i principi su cui si basano, ragione, confronto, dialogo, riflessione, moderazione, sono necessari alla vita quotidiana ed insiti nel nostro modo di pensare. Ecco perché viene utile e persino necessario affrontare, bagaglio in spalla, un viaggio nella filosofia, nei suoi misteri, nelle sue questioni, ancora irrisolte.

Non ci devono ingannare pregiudizi e false idee spesso associate a questa materia. La filosofia, come sterile esercizio di logica, retorica e barocca astrazione dal mondo, non esiste e non è mai esistita. Già i primi grandi pensatori elleni vedevano nella filosofia un modo di vivere, non una ginnastica per la mente o un insieme di teoremi vuoti di applicazioni pratiche: “la filosofia antica proponeva all’umanità un’arte di vivere” scriveva Hadot. E noi possiamo imparare a servircene nella vita comune. Non bisogna infatti conseguire una laurea in filosofia per trarre beneficio da quel sapere. Non serve essere ingegneri per montare una tenda da campeggio. Così, non serve essere filosofi per approcciare la nostra esistenza con metodo filosofico.

Uno sguardo critico apre a infinite possibilità

La filosofia, di qualunque epoca o corrente, parte dall’osservazione della natura, sia essa un fenomeno, un evento, un comportamento umano. Come ogni nostro problema, ogni nostra decisione, ogni nostra azione, anche la filosofia nasce dalla realtà e dai suoi fenomeni. Questa scienza però si è da sempre data un compito ben preciso: fornire gli strumenti per guardare la realtà in modo più complesso, autentico e vero. In prima battuta la filosofia ha tentato di attrezzarci ad essere capaci di un’analisi corretta di ciò che viviamo, per avere una visione diversa, più nitida, di quanto ci troviamo di fronte. Uno sguardo critico cerca tra mille impressioni e apre infinite possibilità, fino a scegliere quella più adatta alla situazione.

metodo filosofico 3 - volto di ragazza riflesso su uno specchio rotto
Foto di Thiago Matos

In mancanza un’analisi corretta, tutto appare purtroppo superficialmente banale, piatto e identico. Ecco, una di quelle frasi semplici, ma chiare, che ci viene in soccorso per spiegare quello che vogliamo dire: “Se l’unico arnese della tua cassetta è un martello, molte cose attorno a te sembreranno chiodi”. Se evitiamo una corretta analisi di ciò che ci appare, ogni cosa sarà identica ad altre mille, ed ogni soluzione che individueremo diventerà banale perché simile a tutte le altre. Forse, la base per iniziare ad attuare il metodo filosofico è capire che individuare il problema richiede la pazienza dell’analisi e del vagliare le opzioni.

Metodo filosofico vuol dire analizzare

Analizzare, confrontare, dialogare. La storia della filosofia è fatta di migliaia di correnti che di fronte allo stesso fenomeno hanno dato interpretazioni diverse, il più delle volte antitetiche, con esiti e soluzioni totalmente differenti. Ed è da qui che nasce il nostro percorso. Approcciarsi alla realtà richiede per prima cosa una visione ampia della situazione, una integrazione di tutte le informazioni che possiamo raggranellare, per poi fare un bell’inventario di opzioni e trovare un’eventuale soluzione. La filosofia con i suoi eclettici esploratori ci fornisce proprio questo: infiniti e variegati punti di vista, approfondite e acute analisi, differenti e contraddittorie sintesi.

metodo filosofico 5 - maschere rosse installate in un parco

Quanto sostenuto fin qui è davvero riscontrabile nel pensiero dei sapienti della storia? O sarà forse frutto di forzatissime astruse congetture delle loro teorie? Ripercorrere con semplicità il percorso di quelle menti, dalla Grecia antica fino ad oggi ed iniziare il viaggio nella filosofia, ce ne darà la prova. Pochi esempi, semplici e diretti, ci sveleranno come il pensiero filosofico faccia già parte del nostro comune sentire, ragionare, agire, essere.

È la temperanza a portare alla soluzione, non gli estremi

Socrate, padre del pensiero moderno, ci ha insegnato che il sapere è già insito in ognuno di noi e che ciò di cui abbiamo bisogno è già dentro di noi. Servono suggerimenti, volontà, tempo e tenacia però per farlo emergere. Serve porsi domande per arrivare alle risposte. Aristotele, padre della logica ci ha indicato la bontà delle virtù, la via della moderazione e della temperanza come le uniche possibili. Gli eccessi e gli estremi durano poco e non rendono la nostra vita migliore. Sono il dialogo e la mediazione, il più delle volte, a portare alla risoluzione di problemi complessi.


A Cartesio e al suo “dubito quindi sono” siamo debitori del principio di indagine critica. È lui che attribuisce al soggetto la piena responsabilità di scoprire ciò che vero e ciò che è falso. Niente ci può essere impartito dagli insegnamenti altrui: dobbiamo sperimentare, confrontare e capire per poi scegliere.
La piena lealtà con se stessi, con la realtà delle cose, con l’analisi dei fatti sono le pietre miliari dall’insegnamento di Galileo. Fu il pensatore che proclamò la necessità di rivelare cosa si osservava anche se in contraddizione con la dottrina del tempo, perché come gridava con forza se i fatti non sono conformi alla dottrina, allora è quest’ultima ad essere errata, non i fatti.

Vediamo le cose come la mente le percepisce, non come sono

A Kant, il padre della ragione, dobbiamo la scoperta dei limiti della ragione umana. La nostra comune percezione non è che una delle modalità di vedere le cose. Tanti più punti di vista siamo in grado di elaborare, tanto migliore sarà la nostra comprensione della realtà. Noi vediamo le cose per come la nostra mente le percepisce, non per come sono. Gli idealisti, che in Hegel giungono al punto apicale del loro pensiero, ci hanno consegnato il concetto di dialettica, come possibilità di trascendere dalla visione di realtà o in bianco o in nero. Tesi ed antitesi raggiungono inevitabilmente sempre lo stallo e solo con il superamento di entrambe le posizioni, con la sintesi si può giungerà ad una verità.

metodo filosofico 4 - ragazzo con due ombre alle spalle
Foto di Daria Sannikova

Ogni punto di vista racchiude verità e falsità e solo con un nuovo orizzonte si supera questo blocco per giungere a qualcosa che sia meglio di entrambe le posizioni. La filosofia dell’Ottocento ci ha donato pensatori che ancor oggi ci infastidiscono per le domande scomode che scuotono le nostre coscienze. Kierkegaard, con la malattia mortale della nostra anima che rende vano l’alzarci ogni mattina, trova in Sartre, distante anni luce dal suo pensiero, la definizione di questo sentimento: “La nausea” dove tutto è vuoto, inutile, dentro e fuori di noi. Nietzsche, tra i mille suoi aforismi, ci ammonisce sul fatto che spesso ci accontentiamo della mediocrità e che moltissimi di noi non si curano di essere ciò che possono essere.

I filosofi possono aiutarci, ma la scelta è nostra

Si potrebbe continuare così, scorrendo avanti ed indietro il pensiero, dagli antichi Greci agli illuministi, trovando sempre piccoli frammenti che, analizzati singolarmente, sembrano scritti per questo preciso istante, per questa umanità. Ciò che conta è sperimentare che molti pensatori del passato ci hanno lasciato esperienze, quesiti, analisi, teorie, che oggi possono servirci per far chiarezza nel quotidiano. Analizzando, confrontando, dialogando e poi scegliendo. E la scelta, non c’è filosofo che possa suggerirla.

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Dopo anni nella funzione commerciale, ora mi occupo di analisi e valutazioni. Amante del sapere e con il cuore votato alla filosofia, oggi ho scelto la fotografia come passione.